Ci vediamo da Antonelli, viticoltori in Montefalco…

Wine
Ci vediamo da Antonelli, viticoltori in Montefalco…

"Il luogo è bello, posto sopra un colle molto vago et di bellissima veduta, raccoglie delicati frutti et grano et vino da vendere…". Era il 1565 quando Cipriano Piccolopasso scriveva queste parole. Architetto, storico, ceramista e pittore di maioliche ma, aggiungiamo noi, anche estimatore di paesaggi. Con quelle parole si riferiva al territorio di Montefalco, detto anche ‘la ringhiera dell’Umbria’ perché si affaccia sulla valle dove sorgono Perugia, Assisi, Spello,Trevi e Spoleto.

Un territorio, quello di Montefalco, che vanta il noto vitigno Sagrantino. I primi documenti che lo citano ufficialmente risalgono al XVI secolo: a partire dal 1540, infatti, un’ordinanza comunale stabilisce la data d’inizio della vendemmia a Montefalco. Una tradizione che continua ancora oggi grazie alla confraternita del Sagrantino, che a settembre raduna in piazza cittadini e curiosi per la lettura dell’antico scritto.

Del resto, già Plinio il Vecchio (scrittore romano del primo secolo d.C., grande ‘cronista’ della sua epoca), nella sua Naturalis Historia, cita l’uva Itriola. Un’uva tipica del territorio, che alcuni associano al Sagrantino, mentre altri sostengono che il vitigno sia stato portato dai frati Francescani di ritorno dall’Asia Minore, dopo essere andati a predicare in Terra Santa.

Il nome pare che derivasse dal fatto che veniva usato per servire la messa, ma anche perché offerto in occasione delle feste cristiane.
Ancora, nel 1088, si scriveva di terre piantate a vigna in Montefalco e della cura che i vignaioli riservavano alle viti. E, nel 1451, il pittore Benozzo Gozzoli forse alludeva al Sagrantino inserendo una bottiglia di vino rosso sulla mensa del Cavaliere da Celano, negli affreschi che raccontano la vita di San Francesco, in quello che oggi è il Museo Civico di Montefalco.

La terribile gelata del 1586 condizionò terribilmente le vigne di Montefalco che tornarono a produrre soltanto dopo decenni e addirittura, nel 1622, il cardinale Boncompagni stabilì ‘la pena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d’uva’.

Nell’800, lo storico Gabriele Calindri citò Montefalco ‘al vertice dello Stato per i suoi vini’ . Da qui, cominciarono i riconoscimenti al Sagrantino, vitigno votato ad una ridotta produttività. Grazie alla perseveranza di alcuni coraggiosi vignaioli, nel 1979, il Montefalco Sagrantino ottiene il riconoscimento della DOC e nel 1992 della DOCG.

Oggi questo storico vitigno è il più rappresentativo dell’Umbria e capace di generare vini di grande struttura e longevità, come quelli prodotti con grande dedizione dall’azienda Antonelli San Marco

Della Tenuta San Marco si trova traccia in alcuni documenti altomedievali, che ricordano San Marco de Corticellis come coorte agricola longobarda di proprietà dei duchi di Spoleto. Dal XIII a XIX secolo, la tenuta appartiene al vescovado di Spoleto. È nel 1881 che entra in gioco la famiglia Antonelli.

La proprietà viene acquistata da Francesco Antonelli, avvocato di Spoleto. Ha inizio una grande opera di radicale trasformazione e ammodernamento che modifica la tenuta in un’azienda modello della zona. Per circa un secolo il vino prodotto viene venduto sfuso a commercianti, salvo la produzione di alcune bottiglie di Sagrantino Passito e Montefalco Rosso; già nel 1889 si parla di vigneti specializzati con 5000 ceppi per ettaro, delle eccellenti qualità del vino e della profonda trasformazione delle condizioni di vita dei coloni.

Nel 1979 si passa all’imbottigliamento e inizia un’incremento dei vigneti che passa dai 6 ettari ai 45 attuali. Dal 1986 l’azienda è diretta da Filippo Antonelli (foto di Massimiliano Rella), agronomo, che vive tra Montefalco e Roma, che, con grande passione ed impegno, gestisce anche un’altra realtà vinicola, alle porte di Roma, Castello di Torre in Pietra.

Tra i vini prodotti da Antonelli San Marco, si trovano il Montefalco Sagrantino Passito (la versione storica del Sagrantino), vino da meditazione ottenuto da uve di sagrantino in purezza, affinato in botti di rovere di Slavonia per 15 mesi e poi in bottiglia per un anno. Di colore rosso rubino con riflessi granati, al naso è ricco di mora, ribes nero e confettura di lampone mentre al gusto è fine, avvolgente, con un finale persistente di uva rossa.

Il Montefalco Sagrantino è ottenuto con uve di alta qualità. L’affinamento avviene prima in carati di rovere francese per 6 mesi e poi per un anno in botti di rovere francese e tedesco, infine in bottiglia per un anno. Di colore rosso rubino brillante, al naso è ricco e potente, con note fruttate di mora, prugna e sottili sentori di legno dolce. Al gusto è elegante e caldo con note di frutta rossa e tannini di buona finezza.

Il cru di Montefalco Sagrantino si chiama Chiusa di Pannone; ottenuto con le uve del vigneto della Chiusa omonima, è affinato in carati per sei mesi, e resta poi in bottiglia per due anni.

Il Montefalco Rosso deriva invece da uve sangiovese, sagrantino e merlot. è affinato in botti di rovere di Slavonia e di una particolare zona della regione francese dell’Alvernia per 9 mesi, più sei mesi in bottiglia. Di colore rosso rubino, tendente al violaceo, al naso ricorda i frutti di bosco, la ciliegia e la prugna, mentre in bocca è caldo ed equilibrato.

Il Montefalco rosso riserva è ottenuto da uve sangiovese, sagrantino e cabernet sauvignon e un affinamento in botti di rovere sloveno e francese per nove mesi e poi un anno in bottiglia. Rosso rubino cupo, al naso è intenso e fine con delicate note di ciliegia e prugna. Al gusto è elegante, con un’equilibrata tannicità finale.

Il Contrario (Umbria Rosso IGT) è un vino godibile fin da giovane ottenuto da uve di Sagrantino in purezza provenienti da vigneti recenti.
Il Trebbiano Spoletino (Umbria Bianco Igt) è ottenuto dall’omonimo vitigno in purezza, affinato in botti di rovere tedesco. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati, ha un naso intenso e persistente di fiori di mandorlo, biancospino, frutta tropicale, con un finale leggermente speziato. In bocca è secco, caldo, morbido e con una buona acidità.

Infine, il Grechetto Colli Martani Doc, ottenuto con uve grechetto in purezza. Di colore giallo paglierino ha note eleganti fruttate e floreali di pesca, mandorlo e biancospino. Al gusto è armonico e caldo.
Ma la produzione della tenuta non finisce qui. Si aggiungono infatti la Grappa di Sagrantino, l’Olio EVO biologico San Marco, farro e pasta di farro.

Tra la primavera e l’autunno, dal lunedì al sabato, l’azienda organizza brevi itinerari enoturistici con degustazione guidata e visite dei vigneti, dei locali di vinificazione e della bottaia alla presenza di personale qualificato, in italiano, inglese o tedesco. Si può scegliere tra la ‘visita alla cantina con degustazione di 3 vini a scelta’, ‘visita guidata e pranzo tipico umbro’ o ‘visita alla cantina con degustazione verticale guidata di Sagrantino’.
All’interno della tenuta, c’è anche il Casale Satriano, un agriturismo immerso tra le vigne, che accoglie gli enoturisti in sei appartamenti indipendenti con piscina e splendida vista sui Colli Martani (www.stariano.it)

Dulcis in fundo, da febbraio 2010, all’interno dell’azienda c’è anche una scuola di cucina. Da un’idea di Filippo Antonelli nasce così Cucina in Cantina: una moderna e attrezzata cucina a vista con sala di degustazione di 50 posti.

Una scuola di gastronomia tra le vigne per imparare a cucinare i piatti tipici e creativi della tradizione umbra e conoscere i segreti insieme a grandi chef regionali e nazionali. L’occasione giusta per saperne di più sugli ingredienti stagionali, sulle tecniche di cottura, sui metodi e gli strumenti. Insomma, per una straordinaria esperienza enogastronomica i numeri ci sono tutti…

Antonelli San Marco, Località San Marco, 60 – 06036 Montefalco (PG) – tel. 0742 379158 – www.antonellisanmarco.it – info@antonellisanmarco.it

Lascia un commento

Lost Password