1891-2025: i 133 anni di Cocchi

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1891-2025: i 133 anni di Cocchi

Aperitivi a base di vino e bollicine cento per cento piemontesi: Cocchi produce, dal 1891, vermouth e spumanti tradizionali dell’Astigiano

Asti, 1891: Giulio Cocchi, giovanissimo, visionario pasticcere di origini toscane con un grande talento creativo, inizia la propria attività specializzandosi nella creazione di vini aromatizzati, al centro della capitale del moscato (anche se la storia ci racconta che la denominazione Asti è stata deliberata solo nel 1932, delimitando l’area di produzione in 45 comuni, ma bisognerà aspettare il 1967 per la DOC e il 1993 per la DOCG).

Da allora inizia una storia di successo – basata su prodotti tutti a base di vino, con le ricette di una volta, codificate sulla base dalle intuizioni dello stesso Cocchi – che si allarga in varie direzioni ed oggi, a 133 anni di distanza da quel giorno di fine Ottocento, è celebre in tutto il mondo. Successo ottenuto non solo grazie alla produzione di diversi tipi di Vermouth, del Barolo Chinato, de l’Americano, ma anche dello spumante metodo classico Alta Langa DOCG.

L’azienda vinicola di oggi – a distanza di oltre un secolo – mantiene un legame importante con Giulio Cocchi, essendo caratterizzata sostanzialmente dalla stessa volontà creativa del fondatore di cercare soluzioni per realizzare prodotti di alto livello, al tempo stesso autentici e moderni, comunque eleganti.

Come accennato, insieme alle cuvée di Alta Langa, Cocchi è altrettanto noto per i suoi Vermouth e aromatizzati. Ricordiamo ad esempio lo Storico Vermouth di Torino, e poi il DopoTeatro, il Vermouth Amaro da sera, l’Americano, il classico aperitivo della città di Asti, nelle due versioni Bianco e Rosa (il cui nome è Cocchi Rosa).

Chiudiamo con il Barolo Chinato, che Cocchi produce sin dal 1891. Un prodotto – realizzato con Barolo DOCG, aromatizzato con corteccia di china calissaja, radice di rabarbaro e di genziana, e seme di cardamomo – che di certo conosceranno non solo gli amanti del buon bere ed in particolare quelli che apprezzano prodotti rari, se non unici, ma anche agli amanti del dulcis in fundo. Il Barolo Chinato, infatti, è uno dei pochissimi vini consigliati per accoppiarsi perfettamente al “cibo degli dei”, ovvero al cioccolato “puro e duro”…

PS – Bevi responsabilmente!

www.cocchi.it

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